domenica 8 giugno 2014

IL PICCOLO POPOLO ALL'ARIA APERTA, di T. Pratchett

Secondo capitolo, che come in tutte le trilogie tranne Il cavaliere oscuro è la parte più debole. Ma lì c'è Joker. Non hai il brivido della sorpresa e neanche la tensione per la conclusione. Ma il peggio di Terry Pratchett è comunque meglio del meglio di molti altri.
I Niomi escono dal grande magazzino e si rifugiano in una cava, ma sanno che è una soluzione temporanea, devono ritornare a casa, devono raggiungere la loro astronave in orbita attorno alla Terra. Anche se non hanno ben capito esattamente tutta la faccenda.
Quindi quest'aria un po' transitoria la si accusa, poi a metà libro Masklin parte insieme ad altri due e quindi senza protagonista principale non sai mai che cazzo fare. 
O meglio, si sa benissimo. Leggere di corsa la conclusione.
Lui era un convinto sostenitore del cambiamento. La cosa che gli dava fastidio era quando le cose non rimanevano come prima.
Fissò la lancia per un po'. Poi la prese e uscì per una lunga, approfondita meditazione sulle cose del mondo e sulla sua posizione personale in mezzo a esse. Cioè, come qualcun altro avrebbe potuto dire, per farsi passare il nervoso.
Grimma tirò su con il naso e gli sorrise per un istante, ma non troppo, perché se c'è una cosa peggiore di non essere capiti, è quella di trovare qualcuno che ti capisce perfettamente, prima che tu possa farti una bella frignata sul fatto che non ti capiscono.
 Voto: 4/5

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